Recensione di The Swapper

Sunday, 9 June 2013

Non sono un gran giocatore di giochi al computer, nel senso che sono veramente scarso, perciò raramente mi capita l’occasione di comprarne uno. Giusto per darvi l’idea, la mia libreria di giochi «recenti» ammontava, prima di giocare a questo The Swapper a: Portal 2, Trine 2, Civilization V e Cities in Motion 2. E però questo l’ho comperato, e mi è anche piaciuto, come vi dirò a breve. Quindi bando ai discorsi relativamente poco interessanti: chiudo la parentesi personale e mi accingo a parlare dell’argomento principale di questo post.

image

La storia

The Swapper è un platformer-puzzle game creato da un piccolissimo team finlandese, la Facepalm Games. Il gioco, dall’ambientazione fantascientifica, inizia con il protagonista che si trova senza apparente spiegazione espulso da una stazione spaziale su una capsula di salvataggio. Con questa capsula raggiungerà un vicino pianeta alieno da cui prenderà il via la sua esplorazione del perché e del come è arrivato ad essere nella situazione in cui si trova. Ben presto troverà una «pistola» con cui potrà creare fino a quattro copie esatte di se stesso, copie che eseguiranno esattamente le stesse operazioni del «sé originario», e con cui potrà scambiare avanti ed indietro a piacimento la «coscienza». A che servono queste copie? Beh, ma ovviamente a risolvere i puzzle che si presenteranno sul nostro cammino verso la soluzione del mistero, che comprende una stazione spaziale abbandonata e una misteriosa serie di rocce senzienti.

image

La realizzazione

La prima cosa che salta all’occhio è l’incredibile impatto grafico del gioco. Le ambientazioni sono caratterizzate da una grandissima «fisicità» e spessore, benché si tratti di un gioco 2D, probabilmente grazie all’uso di modelli degli spazi realizzati in creta e poi fotografati ed elaborati digitalmente. Alla grafica si aggiunge poi una colonna sonora ben congegnata, che va oltre il solo livello musicale ma comprende anche tutta una serie di suoni e «disturbi» ambientali. Il risultato è un’esperienza di gioco molto immersiva e coinvolgente, che lascia positivamente sconcertati.

L’elemento di gioco principale sono i puzzle, da risolvere con l’aiuto dei propri cloni: pedane da premere, ostacoli di vario genere all’azione della «pistola clonatrice», ecc… Risolvere gli enigmi può essere faticoso, ma mai frustrante; alla fine a volte viene da chiedersi come è stato possibile metterci così tanto tempo, quando sembra tutto così logico! Il famoso senno del poi…

L’ambiente da esplorare è veramente grandissimo e vario, tuttavia il gioco non è lunghissimo. Con impegno e senza interruzioni sono necessarie circa 4-6 ore, ma io vi consiglio di prendervela più con calma, in modo da gustarvi meglio sia le ambientazioni, che alcune meccaniche di gioco veramente geniali (come il modo in cui si può salire nel nulla o buttarsi giù dai dirupi senza morire spiaccicati sul fondo).

Nel gioco ci sono parecchie stanze nascoste, corrispondenti ad altrettanti achievements di Steam: io nella prima giocata non ne ho trovata nemmeno una! Ci riproverò con maggiore attenzione, anche se non credo che si possa giocare a The Swapper più di un paio di volte, se non per rimirare ancora una volta la grafica e l’atmosfera, o per mostrarla agli amici!

image

Conclusioni

Il gioco è bellissimo e ve ne consiglio con tutto il cuore l’acquisto (soprattutto se siete amanti del genere, se siete solo tipi da spara-uccidi allora giocate ad altro, che è meglio!). Questo nonostante la non lunghissima durata e la scarsa rigiocabilità. Anche perché costa veramente poco ed è realizzato da una piccolissima casa, possiamo a ben diritto definirla start-up, che ci mostra ancora una volta come si possano inventare meccanismi di gioco nuovi che vadano oltre la solita fabbrica di sequel.

Potete acquistare The Swapper ad una manciata di euro sul sito ufficiale theswappergame.com (volendo insieme alla colonna sonora) oppure su Steam. Andate ed acquistate!