Come mi sono trovato a pagare per le e-mail e ad usare FastMail

Tuesday, 19 July 2016

Nelle ultime settimane ho cambiato notevolmente il mio modo di gestire le email, nonché la mia casella principale di posta. Questo cambiamento è il risultato di molti diversi passaggi che si sono susseguiti negli anni, ed in questo post volevo provare a dare un resoconto di questa ultima tappa, e come mi sto trovando ora con la mia configurazione. Oh, è c’è anche un piccolo bonus sulla gestione dei calendari degli appuntamenti.

Gioie e dolori del self hosting

Un po’ di storia. Per gli scopi di questo articolo, devo partire da quella che era la mia situazione fino a non molto tempo fa. Negli ultimi anni, ho utilizzato prevalentemente due caselle di posta: una su GMail, ed un’altra legata al dominio di questo stesso sito. La prima è stata fino ad ora la mia posta principale, quella su cui praticamente tutti mi hanno sempre scritto fin da quando fui invitato su GMail da un amico; la seconda è nata perché il mio primo fornitore di hosting offriva anche una casella email, che poi mi ha sempre seguito nelle varie peregrinazioni tra hosting e server differenti.

image Foto: eflon - Creative Commons Attribution

Gestire la posta in proprio. Da uno, forse due anni, questa email «poluz.net» è stata ospitata sul mio server VPS (Virtual Private Server) che uso per vari scopi, tra cui ospitare poluz.net stesso. Ho quindi installato e configurato personalmente i server necessari per un servizio di posta funzionale: postfix per SMTP, Dovecot per poter accedere alla mia casella con i client di posta via IMAP, Spamassassin e compagnia bella per proteggermi dallo spam e cattive compagnie.

Grandi fatiche, grandi soddisfazioni. Tutto questo lavoro mi ha permesso di imparare molto sulla configurazione di un server di posta e su come proteggerlo con tutto quello che le pratiche di sicurezza offrono, ed inoltre mi ha offerto un ambiente di email piuttosto comodo e funzionale: webmail Roundcube, IMAP push con sincronizzazione della casella di posta su dispositivi mobili, connessioni cifrate in tutti i passaggi. Al contempo, però, ha comportato molto lavoro. Giusto un elenco assolutamente non esaustivo delle cose da considerare:

  • Cifratura e certificati di sicurezza, scadenza, certificati self-signed e loro valore
  • Backup della posta
  • Aggiornamenti dei software
  • Contrasto allo spam
  • Non farsi mettere in qualche blacklist con conseguenti email perse

Ne vale la pena? Il mondo delle email, anche probabilmente per colpa di tanti che non sempre «giocano pulito», è piuttosto complicato da gestire. E sinceramente, una volta imparati gli strumenti del mestiere, cosa che ritengo utile aver fatto, dovrebbero pagarmi per sopportare tutto questo solo per la mia email personale. Per cui, con un triplo salto carpiato con avvitamento logico, ad un certo punto ho deciso di pagare io qualcuno che lo facesse per me.

Entering FastMail

Lo switch. Sinceramente non so come abbia scoperto dell’esistenza di FastMail (affiliate link): mi sembra di averlo sempre conosciuto. Ed in effetti è un fornitore di servizi di email a pagamento che esiste dal 1999. Probabilmente, comunque, ne ho sentito veramente parlare quando sono stati acquisiti da Opera nel 2010 (nel 2013 i dipendenti hanno ricomperato la società da Opera, ed ora sono nuovamente indipendenti). Ad ogni modo, alcuni mesi fa, ho deciso che mi ero stancato di lottare per il mio postino personale, ed ho deciso di provare FastMail ed i suoi servizi di posta. Confesso che è bastato molto poco a convincermi, forse grazie anche al fatto che so cosa voglia dire offrire un servizio così complesso con la qualità che propone FastMail: ho deciso in fretta che il servizio vale davvero il costo annuale che richiede.

Cosa offre. FastMail offre tutto quello che offriva la mia casella «fatta in casa», ovvero tutto quello che serve ed anche di più (come vedremo dopo). Le cose che più ho apprezzato sono una interfaccia web (la cosiddetta webmail, insomma) veramente di alta qualità e molto veloce: forse alcuni aspetti di user interface design mi possono lasciare un po’ dubbioso, ma se pensate che GMail sia veloce non avete mai visto FastMail. Altra cosa che mi piace molto, è la possibilità di poter creare alias della propria casella con altri domini di email oltre che con il proprio (se l’avete). Questo è utile per creare email «riciclabili» da dare in giro, senza far sapere che siete «poluz.net», e quindi limitando le possibilità di essere presi di mira dallo spam. FastMail offre più di 100 domini con cui creare questi alias. Le funzionalità antispam sono molto buone, ed i filtri sono veloci ad imparare le mail di spam segnalate manualmente.

image L’inbox

Sui dispositivi mobile. Per Android, FastMail offre un’applicazione che non è molto di più di una webmail «glorificata». La cosa positiva però, è che grazie all’ottimo supporto IMAP anche in push, FastMail può essere usato con qualsiasi app di posta che li supporti, partendo dall’open source K-9 Mail, fino alle app a pagamento nonché quella di GMail stessa. La sincronizzazione IMAP push, in definitiva, non fa rimpiangere l’immediatezza delle notifiche di GMail: il risultato è lo stesso.

Questioni di privacy

Cambia poco, secondo me. Negli ultimi tempi varie persone si sono molto preoccupate per la cosiddetta «sorveglianza governativa», soprattutto alla luce, ad esempio, di quello che abbiamo imparato sulla NSA dalle rivelazioni di Snowden ed altri. Per alcuni questo è stato un motivo per scegliere FastMail al posto di GMail o di altri servizi. Non è stato così per me, però. Benché creda anche io che ci siano seri problemi su questi temi nel mondo, non credo che scegliere FastMail sia una soluzione migliore o peggiore di GMail o della mail self hosted: alla fine i nostri dati sono da qualche parte, e probabilmente, ad essere paranoidi, cambia solo il modo con cui certi «enti» possono accedervi, non se possano accedervi. Del resto, anche avendo la propria casella nel posto più sicuro del mondo, se i vostri contatti usano GMail, alla fine anche le vostre email finiranno tutte nello stesso calderone, come se steste usando direttamente GMail.

È necessaria fiducia. In conclusione, l’unico vero vantaggio di FastMail sotto questi aspetti, e secondo il mio modesto parere, è che si esce un po’, parzialmente, dal mondo pubblicitario di Google e dalla sua profilazione. Parzialmente anche per i motivi che dicevo sopra, e comunque forse non abbastanza da giustificare soltanto da questo punto di vista il passaggio da GMail a FastMail. Del resto, anche FastMail è un soggetto terzo di cui ci dobbiamo fidare, ma credo che abbia più incentivi economici di Google nel comportarsi in maniera protettiva nei confronti dei dati dei propri clienti.

Oltre la posta: CalDAV e CardDAV

Dopo un po’ di tempo su FastMail, ho cominciato a curiosare nella sezione Calendar. Da qualche tempo il servizio, infatti, offre anche la gestione degli appuntamenti, insieme ad altri servizi vari. Come premessa devo dire che non sono un utente avanzato di sistemi per gestire appuntamenti: ho alcune categorie in differenti calendari, ma generalmente non uso calendari condivisi od altre diavolerie simili. Per cui ho deciso di fare un altro tentativo di passaggio, e cioè abbandonare anche Google Calendar. E mi sta andando bene. Certo, non è super integrato con il mondo intero come l’offerta di Google, ma è un sistema solido e funzionale per gestire le proprie attività.

image Il calendario ed il menu principale

Android non ama CalDAV. La cosa più complicata (relativamente) è stata la sincronizzazione con Android. Al contrario di iOS di Apple, Android non supporta nativamente CalDAV, il protocollo di comunicazione usato da FastMail. Per fortuna ci sono semplici strumenti per ovviare a questa mancanza: io sto usando DavDroid, che è disponibile gratuitamente senza supporto sullo store F-Droid, o a pagamento con supporto su Google Play. DavDroid permette di far comparire i calendari di FastMail ed altri servizi che usano CalDAV come calendari nativi su Android, per cui tramite questa app è possibile usare il proprio software preferito per i calendari sullo smartphone, anche lo stesso Google Calendar.

E i contatti? Beh, anche quelli potrebbero essere gestiti da FastMail via CardDAV e DavDroid, ma a questo penserò con calma più avanti, forse.

Conclusioni

La fatica di gestire un server email in proprio, insieme all’ansia che qualcosa potesse andare male, mi hanno dopo alcuni anni convinto a provare FastMail per gestire la mia posta (ed ora anche gli appuntamenti). Sono contento di aver fatto questa scelta, ed anche se c’è un prezzo da pagare ritengo che sia giusto, soprattutto perché ho imparato che cosa ci sta dietro. Credo che con piani che partono da 10 US$ all’anno, a seconda delle proprie necessità, si abbia accesso ad un ottimo servizio. Nulla nel mondo è eterno, ma la mia speranza è di avere la possibilità di continuare ad usare FastMail ancora per molto tempo.

Se vorrete provare FastMail, vi chiederei, se lo desiderate, di utilizzare questo link, che mi ritornerà qualche dollaro nel caso vi troviate bene e decidiate di acquistare un piano a pagamento. Non sapevo nemmeno che FastMail offrisse un programma di affiliation finché non ho cominciato a scrivere questo post, per cui le mie opinioni qui espresse non sono certamente influenzate da questa possibilità, né ho ricevuto alcuna forma di richiesta o compenso per questo articolo.