Esplorazioni sempre troppo rimandate nel «Getting Things Done»

Monday, 29 February 2016

Sono sempre stato il tipo di persona «amante» della procrastinazione, del «c’è tempo, lo faccio dopo», del «mi ricorderò tutto, non c’è bisogno che me lo appunti», e devo dire che tutto sommato mi è sempre andata fatta piuttosto bene: le cose fatte all’ultimo minuto mi sono sempre riuscite decentemente, e le cose dimenticate sono sempre state le meno importanti. Forse va bene così, allora? O forse fino ad ora ho sempre avuto una grande fortuna, ma il «Grande Disastro è Dietro l’Angolo»? Comunque, che sia stata la capacità di affrontare le cose in momenti di emergenza, o molto più semplicemente sia stata fortuna, questo stato di cose mi procura comunque ansia. E questo sia quando arrivo a fare le cose al fatidico ultimo minuto, sia quando ho semplicemente paura di dimenticare qualcosa. Che fare? (cit.)

Una soluzione famosa

Chi avrà già esplorato le basi della tecnica GTD, o Getting Things Done, avrà sicuramente notato che questi miei problemi sono proprio le premesse su cui si sviluppa il metodo GTD, in cui uno degli obiettivi è liberare la mente da questi pensieri, stress e necessità di memorizzazione, mettendoli in un luogo «affidabile» fino a quando non viene il momento giusto per affrontarli.

Alla ricerca di uno strumento

Negli anni ho tentato a più riprese di inserire una pratica GTD nella mia giornata (o simil GTD, come quella che in realtà uso), ma fino ad ora senza molti risultati. Non ero riuscito cioè a trovare un modo ed uno strumento che mi permettesse di fidarmi del mio metodo, e che quindi mi desse la possibilità utilizzarlo con la necessaria assiduità.

Periodicamente, quindi, mi tornava il bisogno di provare a risolvere lo stato delle cose, e così mi mettevo ad esplorare le opzioni. Nelle mie peregrinazioni sono partito da Google Task perché, ehi, è gratis (e poi sono stato anche uno dei traduttori italiani di Tasks). Poi ho provato con carta e penna (sono abbastanza appassionato di sistemi analogici), provando una variante semplificata del Bullet Journal, infine, dopo aver provato un numero sufficiente (o eccessivo, a seconda di come la si voglia vedere) di app sul Google Play Store, mi sono ambientato su un servizio che si chiama Todoist.

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Todoist

Todoist è una applicazione disponibile sul web e su molti sistemi operativi, oltre che tramite plugin del browser (funzionalità che uso molto su Firefox). L’approccio che offre mi sembra solo parzialmente aderente ai canoni GTD, tuttavia devo dire anche che, in questi due/tre mesi di utilizzo del servizio, ho già adattato GTD alle mie esigenze, per cui questo aspetto «integralista» non mi interessa granché. Ho trovato Todoist un servizio veloce e funzionale, piacevole da utilizzare e con un’ottima applicazione Android. La versione gratuita credo offra tutte le caratteristiche necessarie ad un uso di base, il che è un’ottima cosa: non ti obbliga ad un upgrade per poterlo usare seriamente.

Alcuni aspetti di Todoist sono un po’ troppo «estremi» per me, ad esempio il karma e gli obiettivi giornalieri o settimanali, tuttavia basta non utilizzarli. Se non si è interessati, non sono d’intralcio.

Digitale tutta la vita, quando è davvero comodo

Alla fine dei conti, il sistema che ha vinto la mia inerzia è stato, sorprendentemente forse, quello digitale. Pensavo che il mio personale piacere di scrivere con una penna potesse essere una leva sufficiente per farmi usare GTD, ma in realtà facevo finta di non riconoscere il fatto che non sono una persona che porta sempre con se un quaderno ed una penna. Ed anche quando li ho con me, non sempre ho voglia di prenderli fuori per scrivere qualcosa (magari senza un punto di appoggio). Tirare fuori di tasca un cellulare od aprire una finestra sul computer su cui sto lavorando, invece, sono operazioni a costo pressoché zero. Non ho bisogno di aggiungere fatica per scrivere una cosa che mi costerà poi fatica fare, ed è per questo che il digitale ha vinto.

Non concluderò dicendo che la mia vita è cambiata, non è vero. Fare le cose costa ancora fatica. Però mi sento più organizzato io, e più sicuro di conseguenza. Questo è qualcosa.